Primultini, La segheria del futuro
FOCUS EUROBOIS PRIMULTINI
Incontriamo a Eurobois, presso lo stand del rivenditore VBI di Primultini, che raccoglie un vero e proprio cluster di prima lavorazione del legno, Giovanni Canova, direttore commerciale dello storico Gruppo italiano che raccoglie oltre un secolo di esperienza nella segheria.
Pietro Ferrari – La presenza di Primultini in Francia è storica…
Giovanni Canova – .. e come tale è riconosciuta: possiamo dire che il cliente francese conosce Primultini, apprezza i nostri macchinari e possiamo parlare in termini entusiastici anche del nostro rivenditore VBI, altrettanto storico, con cui stiamo realizzando dei progetti in Francia di grande rilievo.
Pietro Ferrari – Vedo che siete in grado di fornire una segheria chiavi in mano attraverso il coordinamento di diversi partner…
Giovanni Canova – Esattamente: noi siamo focalizzati sulla macchina di segheria, e proponiamo la segatronchi, multilame, refilatrice; però, attraverso i nostri partner siamo in grado di fornire tutto ciò che completa una segheria, dall’ingresso del tronco fino all’accatastatura finale. Con l’acquisizione del marchio Bongioanni abbiamo integrato un know-how prezioso e completato il nostro portfolio prodotti. Sul fronte della qualità e della solidità, abbiamo scelto di mantenere la produzione totalmente interna: dal tornio per i volani ai centri di lavoro a controllo numerico, fino a operatori formati ed esperti. Questo ci consente un controllo diretto e costante sulla qualità assoluta delle macchine.
Giovanni Canova allo stand Primultini a Eurobois.
Pietro Ferrari – Quindi una concretezza di proposta che esprime il vantaggio di avere un unico fornitore con cui interfacciarsi.
Giovanni Canova – Come Primultini, inoltre, abbiamo delle partnership anche con altri attori di progetto – penso ad esempio a Microtec. I nostri clienti ci chiedono dei sistemi di automazione e di scannerizzazione sempre più evoluti: noi proponiamo i nostri sistemi di lettura 3D del tronco, che sono ben valutati dal mercato, ma chi desidera spingersi ancora oltre può contare su una collaborazione molto efficace con Microtec, che in molte applicazioni si è dimostrata estremamente performante.
Pietro Ferrari – Oggi quali sono le richieste che vengono dal cliente, certamente qualità del taglio…
Giovanni Canova – La qualità del taglio è fondamentale, ma bisogna fare i conti con la difficoltà di reperire operatori qualificati, quindi la facilità d’uso delle macchine è un fattore chiave. Le tecnologie di segagione certamente non sono facili da usare, perché c’è un livello di competenze abbastanza alto, ma offrire un’ “interfaccia user friendly” con sistemi di ricognizione automatica della scelta di taglio permette all’operatore di lavorare meglio, di appassionarsi alla macchina e di contrastare la discontinuità del percorso lavorativo che si evidenzia oggi.
Pietro Ferrari – Possiamo dire che l’operatore di una macchina deve avere una competenza di base ma non dev’essere un ingegnere nucleare, perché la macchina lo aiuta e lo tutela in caso di errore e nel gestire una serie di operazioni.
Giovanni Canova – Non serve più l’esperienza del segantino di una volta, grazie ai sistemi di scannerizzazione 3D riusciamo a leggere il tronco e fornire all’operatore una rappresentazione visiva chiara ed immediata. Le logiche di taglio nascono solitamente dalle scelte del gestore della segheria, quindi dal tipo di prodotto richiesto dal mercato. Il nostro software permette una comunicazione diretta tra l’ufficio e la segheria, in quanto funziona come un MES (Manufacturing Execution System): gli ordini interni vengono inviati direttamente dall’ufficio allo schermo dell’operatore, che li può inserire nell’ottimizzazione del tronco e, allo stesso tempo, dall’ufficio è possibile monitorare statistiche e andamento della produzione in tempo reale.
Pietro Ferrari – E questo diventa un patrimonio aziendale prezioso.
Giovanni Canova – Non si tratta solo di costruire uno storico, ma di rispondere a un’esigenza concreta delle aziende moderne, che sono sempre più data-driven. Oggi il business si costruisce sui dati.
Il nostro impegno è rivolto all’automazione e alla digitalizzazione della segheria. L’obiettivo è rendere l’intero ciclo produttivo sempre più integrato, così da consentire al titolare di avere una visione completa e in tempo reale di ciò che accade in produzione direttamente dall’ufficio, con il supporto di un numero ottimizzato di operatori.Abbiamo sistemi in cui un solo operatore controlla la segatronchi e la refilatrice automatica, in Val Pusteria, grazie all’integrazione con Microtec, abbiamo un sistema con ciclo di taglio completamente automatico. Anche in Francia, gli ultimi progetti ci stanno dando grandi soddisfazioni: la possibilità di fare proposte efficienti con un numero ridotto di operatori rappresenta un valore concreto per i nostri clienti.
Pietro Ferrari – Possiamo però dire che di pari passo alla riduzione del personale cresce anche la qualifica del personale. Voi stessi lo formate.
Giovanni Canova – All’interno dei “giorni di montaggio” che proponiamo al cliente ci sono sempre schede di training: non a caso, i nostri montatori spesso sono degli esperti che hanno lavorato in segheria.
Pietro Ferrari – Quindi da una parte macchine estremamente intelligenti e dall’altra personale che viene qualificato da voi stessi.
Pietro Ferrari – Nell’esperienza più che centenaria di Primultini avete visto cambiare anche il legno?
Giovanni Canova – C’è una sempre maggiore attenzione all’ottimizzazione, la mancanza di tronchi che esiste in centro Europa è drammatica, , aggravato negli ultimi anni anche dal bostrico, che ha causato danni rilevanti. Questo scenario ha cambiato il modo di pensare la macchina: fino a pochi anni fa le morse fisse erano ancora una soluzione diffusa, oggi invece le morse devono essere indipendenti per ottimizzare l’allineamento del tronco e, di conseguenza, il suo sfruttamento massimo.
Spettacolari visioni delle tecnologie Primultini.
